Un aneddoto un po' particolare su un libro che ho finito di leggere la scorsa settimana lo devo proprio raccontare: con i miei criteri vado in libreria e lo vedo li' che mi aspetta. Ovviamente non lo apro nemmeno, a che scopo??? I miei libri sono immacolati e sembrano nuovi dopo averli letti, quella volta li'... in pratica esco dalla libreria, mi infilano qualcosa nel sacchetto che mi spiegazza un pochino la base delle pagine, piove e mi va pioggia sul libro, arrivo a casa e India lo prende, ancora con la giacca, lo apre dopo solo un paio di pagine, lo mette sul pavimento e dolcemente dice "a-aa", parolina carina che dice quando si siede... in pratica si sente anche un "sccc" ma non avevo capito che fosse uno strappo. Abbastanza incavolata, ma x la serie "con questo libro è cominciata male", vado a letto, lo apro e... invece delle solite 800, 900 pagine che ha un libro di questo spessore, questo ne ha 1600, in pratica è scritto su carta velina!!! E' stato bello pero'. E mi sono affezionata a tutti i personaggi. Lo consiglio.
Di seguito la foto e una recensione trovata nel web:

Il sipario de: "Il ragazzo giusto, il romanzo che ha rivelato al pubblico di tutto il mondo il talento di Vikram Seth, si apre su un ricevimento di nozze. Siamo a Brahmpur, capitale dell’immaginario stato del Purva Pradesh, nell’India settentrionale; è il 1951. La signora Rupa Mehra ha appena benedetto il matrimonio della figlia Savita e già sta pensando all’altra figlia, Lata, e al «buon partito» che sicuramente troverà anche per lei. Ma Lata ha deciso di opporsi all’usanza dei matrimoni concordati: vuole scegliere da sé l’uomo con cui dividere l’esistenza… Da qui, pagina dopo pagina, il quadro si allarga ad accogliere un’intera genealogia di personaggi, uomini e donne che vivono, lavorano, si scontrano, si amano, intrecciando le loro avventure e i loro sentimenti agli avvenimenti storici e politici del loro Paese sontuosamente magico e drammaticamente povero, saggio e dissennato, antichissimo e bambino.
L'ambientazione: India